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Tonara e il suo territorio

Tonara si trova quasi al centro dei versanti occidentali del monte Muggianeddu (1469 m), di punta Ghenna 'e Frores, di Conca e Giuanni Fais (1499 m.), di Muscurida, ultimi contrafforti del Gennargentu verso ovest. E' situata a 910 metri sul livello del mare e si estende fino a raggiungere i rilievi più modesti di Su Pranu ‘e Tonnai e di  Ghenna 'e Greccu (1200 m.). Grazie alla sua felice esposizione gode di un clima freddo ma salubre. Il  territorio, straordinariamente ricco di sorgenti e corsi d’acqua,  degrada verso sud, oltre il corso del Rio Uatzo, fino a S'Appusorgia e a Bruncu Istiddì. Dolcemente adagiato al principio di due bellissime vallate, quella del fiume S’Isca e quella del Rio Torrei, occupa una posizione felice tra valloni, montagne, e boschi lussureggianti di castagni, e con la sua altitudine  fra gli 860 e i 1000 metri, l’abitato di Tonara è uno tra i più elevati in Sardegna. Il paese, composto dai quattro rioni di Toneri, Teliseri, Arasulè e Su Pranu, ha inconfondibili caratteristiche di borgo di montagna, circondato dal verde. Infatti la gran parte del territorio è coperto da folti boschi di castagni, noccioli, lecci, roverelle e agrifogli. Angoli di grande suggestione sono le pendici della punta Muggianeddu (1469 m), raggiungibile da Arasulè con una strada di circa 4 chilometri, di Ghenna ‘e Frores, Osolì e Conca Giuanni Fais (1499 m). Quest'ultima cima si raggiunge facilmente attraversando  un primo tratto tra boschi e poi proseguendo lungo strade forestali.  Si eleva a Nord della vallata che limita a Ovest il Gennargentu, la più profonda dell'isola. Vicino alla cima del Muggianeddu sgorgano le tre belle sorgenti di Orrotza, Su Laccheddu e Creccheria. Ma tutto il versante ovest di Muggianeddu e Giuanni Fais è ricchissimo di sorgenti e corsi d’acqua. Il sistema Ghenna ‘e Frores – Conca ‘e Giuanni Fais, è una montagna di forma conica scolpita nelle filladi grigie del Gennargentu dalla cui cima si gode un bellissimo panorama su vastissime aree dell'isola, fino al golfo di Cagliari. Vanno anche ricordate la Valle del Rio Torrei, ai confini  con Tiana, le zone di Illarè e Uatzo, nella parte meridionale del territorio, ricche di agrifogli e lecci, e la cascata formata dal torrente Pitzirimasa, che ha un salto di quasi venti metri e che si trova ad  appena un Km fuori dal paese lungo la Statale 295 in direzione di Aritzo. Un angolo particolarmente suggestivo è quello dell'area attrezzata di "Santu Giacu" con 500 posti a sedere, barbecue e servizi di proprietà del Comune e aperto al pubblico per tutto l'anno; la Fontana di Morù, che ha una portata di quasi 1 litro al secondo e si trova nell'antico rione di Toneri, situato sotto il bordo inferiore del Tacco di Su Toni; la Foresta Demaniale di Uatzo che si estende su 569 ettari che in parte ricadono nei territori di Sorgono e Belvì ed caratterizzata da fustaie di leccio, di sughera, roverella e castagno oltre che da macchia mediterranea; Il Torrei, un  bellissimo lago montano realizzato nel 1975 a 870 metri di altitudine con una capacità d'invaso utile di un milione di metri cubi, incassato nella profonda Valle del Torrei sulla quale si estende per circa 17 ettari; Su Toni, una piattaforma di calcari del triassico superiore inserita tra le valli di San Sebastiano e di Baccu Sa Codina che resiste tenacemente alla forte erosione cui è sottoposta, nonostante l'altitudine di oltre 900 metri, in quanto è in parte protetta dai rilievi metamorfici su cui è appoggiata. In questa località si trovano orchidee spontanee che in primavera impreziosiscono il verde con l'eleganza delle forme e l'armonia dei colori. Vi si estende parte dell'abitato di Tonara e domina completamente la bellissima vallata sottostante.
Il territorio, vasto poco più di 52 Kmq, appartiene alla regione storica della Barbagia di Belvì e divide i suoi confini a oriente con Desulo, a meridione con Belvì,  con Tiana a settentrione e con Sorgono ad occidente. L'ambiente, così vario e suggestivo, anche per il notevole salto altimetrico, dai 460 metri di Is Putzos fino ai 1499 di Conca Giuanni Fais, presenta degli aspetti naturalistici davvero interessanti. I boschi sono costituiti principalmente  da leccio, roverella e castagno ma si conservano anche imponenti formazioni secolari di agrifoglio nel Mont'e Susu, nei versanti a  nord sotto le cime di  Bruncu Perdu Abes, Conca Giuanni Fais e Muggianeddu. Lungo i corsi dei fiumi e nelle valli umide si notano anche il noce (Juglans regia), ed il nocciolo (Corylus avellana): i frutti vengono destinati alla produzione del torrone. Il clima mediterraneo umido favorisce la presenza di tantissime felci, tra le tante ricordiamo la comune felce aquilina (Pteridium aquilinum) facilmente individuabile nei sottoboschi ripuliti del castagno, la felce maschio (Dryopteris filix mas) lungo i rigagnoli, “su filige crebinu” (Polipodium vulgare, il cui rizoma essiccato, possiede un vago sapore di liquirizia), è presente negli anfratti rocciosi, la lingua di cane (Phyllitis scolopendrium) che possiede proprietà officinali antiinfiammatorie, molto comune lungo il corso del Rio Samunadorgiu. Un particolare che colpisce anche il visitatore più distratto è la fioritura primaverile della peonia, (Paeonia mascula ssp. russi) chiamata in tonarese "Orrosa burda” che significa rosa bastarda, (forse perché e bella come una rosa  anche se non è propriamente una rosa). Nel suo territorio, ricco di torrenti che scorrono spesso in suggestivi e profondi canaloni, vegeta un endemismo botanico del tutto particolare l’Orobanche denudata, una pianta parassita di color giallo, senza clorofilla, con foglie ridotte a piccole squame che è ospite delle radici del rovo (Rubus ulmifolius), e forse del sambuco (Sambucus nigra).  Nella zona di Sa funtana 'e S’abe si possono trovare  alcune orchidee del tutto singolari, poco appariscenti color verde scuro, sono la Epipactis helleborine  e la Epipactis microphylla. La roverella è presente in particolare nel Monte Susu, con spettacolari individui.  Tra i castagni plurisecolari si segnala il gigantesco esemplare in località Su Calavrige alto 15 metri e con una circonferenza al tronco di quasi 10 metri. Estesi ormai sono anche i boschi di pini abeti e cedri, frutto dei tanti cantieri forestali operanti in zona, che si mescolano con i castagni millenari in un intrigante contrasto di toni e colori. Ricco è anche il sottobosco, in una crescente rarefazione degli alti fusti che cedono alle ginestre ed all'intreccio di lianose nelle radure, la digitale purpurea, caratterizzata dai fiori enduli di un intenso color rosso carminio, si mostra in tutta la sua eleganza. Sui crinali si possono incontrare la santoreggia e il timo (menta).  In prossimità delle vette vivono il ginepro nano e il pruno prostrato.  Divenuta molto meno comune, e forse questa rarità ne ha aumentato in qualche modo il fascino, la genziana maggiore (Gentiana lutea) che fa la sua comparsa nei canaloni di Orotza qua e là, con il suo fusto alto da 50 a 150 centimetri. Nei  boschi secolari ricchi di freschissime sorgenti, spuntano in autunno ed agli inizi dell’estate tantissimi  funghi delle più svariate specie, fra cui la rinomatissima amanita caesarea e il boletus aereus.
Le varietà degli ambienti naturali, in funzione delle diverse altitudini e delle origini geologiche e geomorfologiche  offrono  gli habitat ideali per un campionario notevole di specie animali, sia stanziali che migratorie. Sostanzialmente  è rappresentata la fauna  degli ambienti mediterraneo-montani dell’Isola  con alcune specie  rare  e direttamente minacciate, con altre esclusive  delle realtà insulari sardo–corse, con  sottospecie  di grande interesse  zoogeografico e scientifico.
Certamente in epoche storiche nemmeno tanto remote  la fauna  del territorio di Tonara era sicuramente più varia. Di cervi e daini non si conservano tracce nella memoria perché sono scomparsi ormai da tantissimi anni per effetto dell’antropizzazione della montagna. Così come anche sono scomparsi da diversi decenni i grandi avvoltoi che liberavano  il terreno dalle numerose carcasse di animali da allevamento morti  a causa di epidemie  o di stenti. Nelle praterie e garìghe montane  delle fasce sommitali, caratterizzate da un paesaggio  dominato da bassi cespugli spinosi, erbe aromatiche e affioramenti rocciosi, è facile osservare una quantità di piccoli passeriformi: il culbianco  e  il codirossone in modo particolare. La pernice sarda, praticamente ubiquitaria, rifiuta solo gli ambienti eccessivamente boscati e chiusi mentre la quaglia nidifica con discrezione e gran cautela nelle praterie estese e solitarie delle cime montane. Fra i rettili, i più comuni e abbondanti sono sicuramente alcuni sauri, ed in particolare alcune specie di lucertole, ma non mancano serpenti ed anfibi.
Ma è la fauna delle grandi formazioni boschive  e dei campi aperti che annovera il maggior numero di specie. Ghiandaie, tordi, merli, pettirossi, picchi rossi maggiori, cinciallegre, cinciarelle, colombacci e tortore. Tra i rapaci si segnalano lo sparviero di Sardegna e l’Astore sardo (Accipiter gentilis arrigonii).
Raro ma presente nelle alture rocciose è il falco pellegrino mediterraneo. Ma il rapace diurno più frequente e facile da osservare per la sua relativa confidenza con l’uomo è sicuramente  la Poiana di Sardegna cacciatrice di ratti, topolini selvatici, insetti e rettili. Fra i rapaci notturni, risultano abbastanza diffusi la civetta,  chiamata in zona  “Tzonca”,  l’assiolo ed il candido barbagianni “S’istrìa”.  Il  cinghiale, grazie alla sua adattabilità ai diversi ambienti ed alla grande ricchezza di castagne, nocciole, noci e ghiande di cui va ghiotto è diffusissimo in tutti i boschi di Tonara. Alquanto diffusa la volpe, (margiane); non di rado si può incontrare la donnola  (s’erruca ‘e mela) mentre è ormai assai rara la martora “S’Isbirru”.
 
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